Conseguenze inimmaginabili per i prossimi concorsi se il Miur ignora la sentenza

Ennesima picconata alla legge sulla cosiddetta Buona Scuola (Legge n. 107/2015). La Corte Costituzionale, con sentenza n. 251/2017, depositata in Cancelleria il 6 dicembre 2017, ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 110 ultimo periodo della Legge n. 107/2015 che prevede che ai concorsi pubblici per titoli ed esami non può partecipare il personale docente ed educativo già assunto su posti e cattedre con contratto individuale di lavoro a tempo indeterminato nelle scuole statali.
La Corte Costituzionale, inoltre, nel dichiarare l'illegittimità costituzionale dell'art. 1, comma 110 della legge 107/2015, dichiara in via consequenziale, anche l'illegittimità costituzionale dell'art. 17, 3° comma, ultimo periodo del Dlgs n. 59/2017 che richiede ancora una volta, per la partecipazione alla prossima procedura concorsuale, l'ulteriore requisito di non essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato da docente presso le scuole statali.
Non si tratta di “eccesso di enfasi”, come affermato da qualcuno, ipotizzando un’ulteriore scossa alla “Buona Scuola”, ma solo la constatazione di quanto mediocre sia stata la politica nostrana sulla scuola di questi ultimi tempi: una mediocrità non certo riconducibile solo al governo Renzi, perché anche i precedenti hanno fatto di tutto e di più!
In ultima analisi da più di un decennio la scuola subisce interventi e passaggi non sufficientemente meditati, di cui – se proprio si vuole - la Legge 107/2015 è solo ha punta dell’iceberg (sic!), palesando l’arroganza dell’autosufficienza ed evidente incompetenza!
Inevitabili saranno le ricadute sui prossimi concorsi da bandire, a meno che il Miur non tiri avanti per la sua strada, rischiando di perdere decine o centinaia di ricorsi in caso di esclusione dal bando dei docenti già assunti con contratto a tempo indeterminato.

Da: CERIPNEWS-NOTIZIE-XVII-12/12/2017


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